Recupero acque piovane
Introduzione    

Le riserve d’acqua potabile sono essenziali alla vita e devono essere assicurate anche per il futuro, lo spreco legato ad un consumo smoderato deve essere assolutamente evitato.
L’impianto di recupero acque piovane nasce dalla consapevolezza che l’acqua non è un bene inesauribile, è quindi particolarmente importante promuovere un suo impiego consapevole.

 
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Dettagli
 

Gli effetti allarmanti e talvolta drammatici delle recentissime vicende meteorologiche che hanno interessato anche il nostro paese mostrano quanto le previsioni dell’arrivo di cambiamenti climatici di rilevante impatto ambientale, tanto avversate o minimizzate in passato, stiano invece cominciando a manifestarsi con preoccupante puntualità.
In pratica occorre che, da un lato, una serie di misure di consueto utilizzo entrino a far parte della prassi progettuale dei tecnici per anticipare prevedibili nuovi bisogni degli utenti, dall’altro lato serve che questi ultimi assumano nuovi comportamenti nelle abitudini d’uso della risorsa acqua.

Il recupero delle acque piovane

Tra i sistemi in grado di offrire un immediato contributo alla soluzione dei problemi dello spreco, della penuria e dei crescenti costi dell’approv-vigionamento idrico vi sono sicuramente quelli basati sul recupero e riciclaggio delle acque meteoriche.
Si tratta di impianti modulari, talvolta molto evoluti, messi a punto in altri paesi dove queste problematiche hanno raggiunto livelli così elevati da innescare una rapida spirale di aumento dei prezzi dell’acqua potabile che, in breve, ne ha resa la realizzazione di sicura convenienza economica.

 
Vantaggi

I vantaggi che vengono offerti dall’installazione di impianti di raccolta dell’acqua piovana per uso individuale non vengono goduti solo a livello privato ma si riflettono positivamente anche nella sfera dell’intervento pubblico:

  • evitano il ripetersi di sovraccarichi della rete fognaria di smaltimento in caso di precipitazioni di forte intensità;
  • aumentano l’efficienza dei depuratori, sottraendo al deflusso quote di liquido che, nel diluire i quantitativi di liquami da trattare, ridurrebbero l’efficacia della fase biologica di depurazione;
  • provvedono a trattenere e/o disperdere in loco l’eccesso d’acqua piovana che non viene assorbita dal terreno a livello urbano, a causa della progressiva impermeabilizzazione dei suoli, rendendo inutili i potenziamenti delle reti pubbliche di raccolta.

Benefici talmente consistenti che, anche in Italia, già alcune amministrazioni comunali hanno in avanzata fase di studio forme di incentivazione per quanti adottino sistemi di recupero e riciclaggio delle acque piovane.

Utilizzi dell’acqua

Nel settore privato circa il 50% del fabbisogno giornaliero d’acqua può essere sostituito con acque piovane.
Nelle residenze gli impieghi che si prestano al riutilizzo di queste ultime sono in particolar modo: il risciacquo dei wc, i consumi per le pulizie e il bucato, l’innaffiamento del giardino e il lavaggio dell’automobile.
Altri punti di forza del sistema sono:

  • la gratuità del conferimento;
  • l’assenza di depositi calcarei nelle condutture e sulle resistenze elettriche delle macchine di lavaggio (lavatrice, lavastoviglie) e conseguente risparmio sui consumi di elettricità;
  • il risparmio di detersivi (fino al 50%) per la minor durezza dell’acqua.


La qualità dell’acqua

La gamma dei reimpieghi possibili dell’acqua piovana dipende dalla sua qualità ovvero dalla misura di eventuali carichi inquinanti che alterano le sue caratteristiche fisiche, chimiche o i parametri microbiologici.
Escludendosi comunque l’uso potabile, gli studi condotti finora non hanno rilevato problemi di sorta relativamente agli impieghi su elencati.

Impianto di raccolta e smaltimento dell’acqua piovana

L’adozione di un impianto di recupero dell’acqua piovana presuppone la piena efficienza del sistema di raccolta (composto da converse, canali di gronda, bocchettoni, pluviali, pozzetti di drenaggio, caditoie, tubazioni di raccordo) e del sistema di dispersione1 che, ove non sia costituito da corpi d’acqua o fognature pubbliche, è realizzato da tubazioni drenanti o pozzi perdenti.
Il sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche va dimensionato secondo le indicazioni della norma UNI 10724. I dati di base necessari per il calcolo delle sezioni di grondaie, pluviali e collettori devono tener conto dei dati climatologici e geometrici del bacino di raccolata.
Un impianto di raccolta e smaltimento, che nel nostro caso assume la funzione prevalente di recupero, deve considerare soprattutto gli aspetti funzionali e strutturali che quelli estetici.
Va sottolineato che materiali e componenti devono uniformarsi alle corrispondenti norme di prodotto. Essi devono resistere all’azione chimica degli inquinanti atmosferici ed alle azioni meccaniche degli agenti atmosferici.

Impianti di recupero delle acque piovane

L’impianto per ottimizzare il recupero dell’acqua piovana è composto sostanzialmente da due sottosistemi: quello di accumulo e quello di riutilizzo vero e proprio.
Mentre il primo possiede le caratteristiche di un comune impianto di scarico per tipologia dei materiali e sistema di posa in opera, il secondo è a tutti gli effetti un impianto di tipo idraulico che serve a prelevare l’acqua stoccata nei serbatoi e a distribuirla agli apparecchi che la riutilizzano.
Questi ultimi devono quindi essere allacciati ad un “doppio impianto” (impianto idrico normale e impianto di riciclaggio) che permetta il prelievo differenziato in relazione ai consumi e alla disponibilità delle riserve.
Per evitare pericoli di contaminazione, tubazioni e terminali dell’impianto di riciclaggio devono essere marchiati in modo chiaro per poterli distinguere chiaramente in caso di successive modifiche tecniche; nello stesso modo, su eventuali punti di prelievo (rubinetti, ecc.), deve essere esposta in modo ben visibile la scritta “acqua non potabile”.